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Oltre gli idoli di Cromo: perché ho scritto una canzone sui contrasti del nostro tempo

Marco Maso tra vecchi televisori e insegne al neon al tramonto

In breve: «Idoli di cromo» è una mia canzone sui contrasti della nostra società: il lusso patinato e la guerra che convivono nello stesso feed, a un movimento di pollice di distanza. Il significato è tutto nel bridge: se togli la giacca, la bandiera e il confine, sotto le divise e gli abiti firmati restiamo la stessa umanità.

A volte l’ispirazione non arriva da un tramonto o da un amore finito. A volte arriva dallo scorrere il feed di un social network.

Vi è mai capitato? Un secondo prima vedete la pubblicità di un profumo di lusso, corpi perfetti, luci al neon, idoli di cromo. Un secondo dopo, con un semplice movimento del pollice, appare un video girato col cellulare in una zona di guerra: macerie, polvere, disperazione.

Queste due realtà convivono nello stesso momento, sullo stesso pianeta, spesso a poche ore di volo l’una dall’altra. Eppure, sembrano universi distinti che non si toccano mai.

La genesi di “Idoli di Cromo”

Ho scritto “Idoli di Cromo” per cercare di unire questi due mondi. Volevo esplorare l’idea che la nostra vita consumistica e i drammi globali non siano scollegati. I politici incravattati che fanno proclami in sale climatizzate e i bambini che soffrono la fame non sono specie diverse.

Nel testo dico: “Abbiamo lucidato le armature / per non sentire il cuore che batte”. Che sia la giacca di un broker di Wall Street o il giubbotto di un soldato, usiamo le “divise” per desensibilizzarci, per non sentire il peso delle nostre azioni.

Un video fatto di specchi

Per il videoclip ho scelto di non seguire una narrazione classica, ma di lavorare per associazioni visive. Volevo mostrare che la mano che firma un contratto milionario e quella che scava tra le macerie sono, biologicamente, la stessa mano.

C’è una scena in particolare che riassume tutto il senso del progetto: uno split screen dove un uomo d’affari e un soldato compiono lo stesso identico gesto. È un momento che ci costringe a chiedere: se fossimo nati un metro più in là, chi saremmo oggi?

Il video parte da una domanda che ho scritto anche nella sua descrizione: in un mondo dove un gesto meccanico serve ad allacciarsi i gemelli d’oro o a caricare un’arma, qual è la differenza tra chi ordina e chi esegue? Tra chi possiede e chi sopravvive?

Viviamo vite parallele, separati da schermi e confini, adorando «idoli di cromo» mentre ignoriamo che, sotto le divise e gli abiti firmati, le ossa sono identiche. Per questo il videoclip non è solo una critica al consumismo o alla guerra: è un invito a spogliarsi delle sovrastrutture. Se togli la giacca, se togli la bandiera, cosa rimane? Rimane un essere umano.

Togliere la maschera

Il cuore del brano arriva nel bridge: “Ma togli la giacca, togli la bandiera / togli il confine—cosa rimane?”.

Questa è la domanda che voglio lasciarvi con questa canzone. Viviamo in una società che ci spinge a costruire troni sopra i cimiteri, a dire “io” più forte di “noi”. Ma se per un attimo spegnessimo gli schermi e ci guardassimo negli occhi, vedremmo che siamo la stessa ferita sotto una maschera diversa.

Spero che questo brano possa essere, nel suo piccolo, quel momento di lucidità. Una preghiera laica per ritrovare l’umanità che abbiamo perso per strada.

Ascolta “Idoli di Cromo” qui

Domande frequenti

Qual è il significato del titolo "Idoli di Cromo"?

Gli "idoli di cromo" rappresentano le icone lucide e artificiali della società consumistica — corpi perfetti, lusso, apparenza — che adoriamo mentre ignoriamo le tragedie reali del mondo.

Da dove nasce l'ispirazione per questa canzone?

Nasce dal contrasto stridente tra pubblicità patinate e immagini di guerra che convivono nello stesso feed social, a un movimento di pollice di distanza.

Cosa rappresenta lo split screen nel videoclip?

Un uomo d'affari e un soldato compiono lo stesso gesto, a mostrare che biologicamente siamo identici e solo le circostanze della nascita ci separano.

Qual è il messaggio centrale del bridge del brano?

Togliendo giacche, bandiere e confini, sotto le maschere sociali restiamo tutti la stessa umanità ferita. Il brano invita a riscoprire ciò che ci accomuna oltre le divisioni.

Perché l'autore definisce la canzone una "preghiera laica"?

Perché non è un appello religioso ma un invito universale a fermarsi, spegnere gli schermi e ritrovare l'empatia umana che il consumismo e l'indifferenza ci hanno fatto perdere.

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