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Occhi di un bambino: perché ho scritto una canzone su quello che ci manca

Orologio da taschino e smartphone spento in un cassetto di legno

In breve: «Con gli occhi di un bambino» – su YouTube la trovi con questo titolo – è una mia canzone sull’assenza: la nostalgia per un affetto che ti ha fatto crescere, il tempo che corre più veloce di quanto pensavi e il ritrovarsi adulti con, dentro, gli occhi di un bambino. Ci sono vuoti che nessuna cosa può colmare, e voci che continuiamo a cercare anche da grandi.

A volte ti fermi. Guardi due volti che conosci da sempre, o forse guardi solo le tue mani, e ti rendi conto di una cosa: il tempo è passato. È corso via in un soffio, molto più veloce di quello che sembrava.

E tu sei lì, un uomo, con le tue responsabilità, le tue giornate da riempire, i tuoi “oggetti e svaghi a profusione”. Eppure, in un angolo del petto, senti ancora gli occhi di quel bambino che ha bisogno di un abbraccio, che cerca l’affetto di chi è sempre stato vicino.

“Occhi di un bambino” nasce da questa vertigine.

L’uomo allo specchio

La canzone è un flusso di pensieri. È la sensazione di rivedersi negli sguardi degli altri, nei loro gesti stanchi, nei loro acciacchi che, lentamente, diventano anche i tuoi. È la domanda che ci terrorizza tutti: “che ne sarà quando poi tutto sarà spento?”.

È il timore che tutto diventi oblio, un ciclo senza fine dove riempiamo le giornate senza averle davvero vissute.

Ho voluto scrivere un testo che non fosse esplicito. Non parla “di” qualcuno, parla “dell'”eco” che quel qualcuno lascia.

I simboli di un’assenza

Questa canzone è fatta di stanze che sembrano diventate più grandi. È fatta di simboli potenti: una tavola lunga che ora sembra vuota, una scrivania che resta lì come un monumento silenzioso, una luce accesa fino a tardi che era un segnale di cura, un faro.

È la sensazione di camminare su un pavimento e sentire i propri passi pesanti, da adulto, ma cercare ancora quella luce.

La voce che manca

Alla fine, puoi avere tutto. Puoi riempire la tua vita di distrazioni, di successi, di cose. Ma c’è un momento, spesso quando cala la sera, in cui ti rendi conto che non è quello che conta.

È quella voce. Quell’amore. Quello che ti manca ora che sei grande.

“Occhi di un bambino” è per tutti quelli che, come me, a volte si sentono così: grandi fuori, ma con dentro uno sguardo che deve ancora imparare tutto.

Adesso puoi ascoltarla. E se ti va, fammi sapere cosa ti ha fatto sentire.

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Domande frequenti

Di cosa parla la canzone Occhi di un bambino?

Parla della vertigine del tempo che passa e del contrasto tra l'uomo adulto, pieno di responsabilità, e il bambino interiore che cerca ancora affetto e abbracci.

Perché il testo della canzone non è esplicito?

L'autore ha scelto di non parlare direttamente di qualcuno, ma dell'eco che quella persona lascia: simboli, assenze e sensazioni piuttosto che riferimenti diretti.

Quali sono i simboli ricorrenti nel brano?

Una tavola che sembra vuota, una scrivania rimasta come un monumento silenzioso, una luce accesa fino a tardi e i passi pesanti su un pavimento: tutti segni di un'assenza sentita.

Qual è il messaggio centrale della canzone?

Che si può avere tutto nella vita materiale, ma ciò che conta davvero è l'amore e la voce di chi ci ha cresciuto, quella mancanza che nessun oggetto può colmare.

Dove si può ascoltare Occhi di un bambino?

Il brano è disponibile su YouTube. L'autore invita ad ascoltarlo e a condividere le emozioni che suscita.